| |
Qualcosa che accade troppo tempo fa per essere spiegato in modo umano e normale, parole che pochi esseri umani potrebbero ascoltare senza provare ribrezzo verso la nostra millenaria razza che da secoli, a loro insaputa, domina segretamente sulle loro decisioni, sui loro credi, sui loro domini, io per primo, Michail Obertus Gargarin sono uno di loro.
Io stesso ho decretato la fine di eventi, ne ho sancito gli inizi di altri, ma sempre ignorando miliardi di vite che senza causa morivano solo per la mia voce, milioni di colpi sparati sopra le nostre teste e miliardi di volte lame alzate per abbattere i nostri nemici, o quelli che credevamo esser tali... Nemici... che senso vago ha questa parola, solo ora comincio a capire che nemico è solo colui che è troppo diverso da me.
Tutto iniziò nel 1276, no, non sono uno di quei mostri millenari che dipingono i libri, mi posso dire vecchio, ma non antico...Non ancora. In quel lontano Dì, al pien del fiorire delle guerre sante, nel vostro mondo si affacciò qualcosa di nuovo, era un uomo, un individuo così saggio e sapiente da gestire la mente degli altri come se fosse creta. Era un uomo, che tra i tanti, si ritrovò sconvolto per quello che la Chiesa stava allora mettendo in atto: crociate, inquisizione e... difficile stabilire se c'era qualcosa di più orribile.
Questo Frate, Martines Prieci, allucinato dalla propria realtà, strinse un patto con quello che lui definì un Angelo, il quale gli concesse potere assoluto sulla propria realtà: una realtà tutta sua e nuova, dove focalizzare le proprie idee di religione, giustizia e temperanza. Ma chi ha un ideale che si possa definire "giusto" di tali concetti? Nessuno?
Esattamente, proprio nessuno.
Quando aprì per la prima volta i cancelli del proprio Paradiso Terrestre ne rimase così sconvolto da diventare prigioniero lui stesso di quel mondo. Follia e orrore si affacciavano su città e vallate, scomparivano interi villaggi massacrati da qualcosa di tanto oscuro che anche i nostri assoluti nemici Licantropi ne stavano alla larga o ne venivano di parte massacrati. La colpa ricadde su di noi, e noi dammo la colpa ai nostri antagonisti. La battaglia che ne conseguì fu una tra le più orribili e oscene, ma fu proprio un accordo tra le parti a mettere in luce dei particolari essenziali.
Nel giugno del 1589 lo Zar di Russia Lefanov VII ricevette la visita di un frate cristiano accompagnato da un fedele così deforme da far quasi urlare all'eresia e alla corruzione demoniaca, forse si salvò dalle accuse semplicemente a causa dell'abito che ne ricopriva le fattezze. Il frate chiese allo Zar la Teca di San Tommaso di possessione dello Zar stesso, uno splendido trittico decorato da effigi sacre e interamente fuso in oro zecchino. Inutile dire che lo Zar si rifiutò e ci rise anche sopra. Martines andò via indignato giurando che lo Zar avrebbe avuto modo di pentirsi del suo rifiuto.
Nei sette mesi a seguire le tre figlie dello Zar si ammazzarono selvaggiamente a vicenda sgozzandosi e sventrandosi in un'orgia cruenta e sfrenata, le guardie riuscirono a penetrare nella stanza solo ad atto compiuto e lo spettacolo fu uno dei più strazianti e orribili, la disperazione tanta e funesta.
Lefanov così perse il suo primo figlio e le tre figlie maggiori.
Martines tornò sei giorni dopo e rinnovò la richiesta, lo Zar infuriato lo cacciò in malo modo e le guardie che lo riaccompagnarono alle porte della città giurarono per settimane che il suo "accompagnatore" era una panoplia di denti aguzzi e storti in una testa troppo piccola per essere umana.
Il sacerdote Pricius Martines, come si fece chiamare in seguito, sparì dalla circolazione per otto mesi, tempo durante il quale il figlio minore dello Zar mise incinta la propria sorella poco più che tredicenne alla misteriosa presenza di individui la cui natura non è data sapere. Il colpo di grazia Lefanov lo ebbe all'ottavo mese di gravidanza quando Caterina mise al mondo prematuramente un aborto distorto e senziente che fu subitaneamente soppresso.
Il giorno dopo Martines tornò e rinnovò le sue richieste. Questa volta lo Zar acconsentì obbligando però Martinez a portare fuori la teca con il trittico da solo sperando che quei 900 chili d'oro zecchino pesassero troppo per lui o per qualsiasi altro uomo. Ma fu proprio il servo di Martines a caricarsi di tale peso, sfondando il vetro colorato della preziosa alcova che lo conteneva e portando il tutto, fuori da Mosca tra lo stupore generale...
Lo stesso fu fatto ad Avignone con un frammento della Vera Croce e a Toledo con un chiodo del Cristo, fu rubato a Melferh quello che si riteneva il velo della Maddalena e da Willendorf una parte del bastone di San Pietro... Si ebbero notizie che in tutte le chiese che vantavano un frammento della croce arrivava qualcuno che lo rubava o lo comprava... Il fatto che molti fossero falsi calmò parecchio le acque, che furono agitate nuovamente con la notizia di Martines sulla strada per Roma. Sulla strada di Martines vi era un monastero di suore di Clausura di
S. Maria dell'Immacolata, tale luogo si trovava all'altezza di Lucca ed era una sorta di gemellaggio di Suore di Marsiglia che lì si erano stabilite con il beneplacido degli Ospitalieri e del visto Papale. Martines si trovò ad attraversarlo, o almeno così si crede. Gli umani si illudono con rassicuranti stronzate, ma noi, noi sappiamo. Nei sei giorni seguenti al riposo di Martines nel monastero, quel posto si era trasformato in un crogiuolo di carne e sangue, di follia e torture che venivano interpretate come simbolo di purezza e salvezza...Arrivammo al monastero che era ormai tardi, non chiedeteci perchè volevamo uccidere Martines perchè il significato di tale azione è troppo complesso e profondo e lo spiegherò tra breve, a patto che il mio concetto di breve sia come il vostro.
A S. Maria dell'Immacolata rimasero in vita, seppur malconce e vampirizzate, due sorelle. Philadelphia de la Rose, figlia del Conte decaduto Philippe de la Rose e Rachel De La Croix, così stravolta dagli eventi che ancora al giorno d'oggi risulta, ai più, totalmente incomprensibile.
Il Patto
Nonostante fosse ben difficile per il Papato comprendere la natura di quegli atti blasfemi compiuti dal frate Martines (e solo Dio sa quale altra creatura immonda), notoriamente attribuiti infatti a noi dannati, ci fu una particolare sera in cui i fatti si dispiegarono agli occhi del Vaticano per quelli che erano: la follia di un fedele fanatico. Quella sera ne ammazzai personalmente sessantatrè, tra crociati e uomini di fede, e in tutto morirono circa trecento persone.
Ci vennero incontro, mancando Martines di soli trenta chilometri e ci "presero per lui", riuscimmo a far capire a questa sfortunata commissione cosa volevamo solo dopo aver convinto con le "buone" uno di loro, dopo aver naturalmente massacrato i suoi compagni... noi Fratelli quanti eravamo quella notte? Dieci... giusto, solo in dieci.
A questo punto ci ritrovammo proprio a parlare con sua Eminenza Papa Pio VI e la sua commissione di soli cinquecento crociati. Il patto fu semplice e veloce, se li avremmo fermati e se gli avessimo donato l'immortalità, avremmo potuto dividerci Roma come dominio unico sull'Italia...Cosa? A Milano c'è la Camarilla? Sul serio? Credevo fosse uno scherzo. Comunque.
Noi, rimasti in 5, potevamo dividerci Roma è vero, ma dovevamo difenderli (poi dicono che gli uomini di fede non siano opportunisti? Ma va...) da chi avrebbe mosso le cose in modo diverso, nessun licantropo avrebbe potuto mettere piede a Roma ne demone ne fata. E così ci impegnammo a fare quanto pattuito con la regola del "noi non lesioniamo voi se voi non lesionate noi".
Il Sottomondo e Cerberus Maximillian II
Come tutti sapete i Tremere, quella stupida e subdola razza, sono nati per fame, sì sì, mi piace chiamarla così, si sono approfittati di Saulot e lui con il buon cuore che aveva gli ha lasciato fare come credevano, ecco, quello è un esempio di mera incompetenza... Capite ora perchè mi vesto di metallo e kevlar anche sotto la giacca da imprenditore dal taglio Valentino? Bravi... Dicevo, i Tremere nell'antica Roma non esistevano, ma di parte esisteva Maximiliano Cerberus, un cainita self made man, se mi concedete il termine... sì perchè beh si fece da solo, anticipò i suoi fratelli medioevali di secoli e per sfuggire alle intolleranze classiche e neoclassiche si mandò in torpore fingendo un omicidio da parte della sua consorte Carolina Sesta. Insomma, tornando a noi... Martines si introdusse a Roma passando per le vecchie vie romane interrate, per la Cloaca Maxima e per altre vie che non comprenderò mai appieno. Questo tornò a nostro favore, poiché inseguendolo ci imbattemmo in questo aspirante Tremere libero dai vincoli della piramide e ci fu veramente utile.
Maximiliano venne a conoscenza della situazione e ci sussurrò la soluzione ideale. Non fu facile ammettiamolo, ma Martines rimase seppellito sotto Roma e teoricamente... Ci rimase morto...
1945?
Anche prima miei cari, anche prima... Ne sentimmo l'odore anche prima, sapevamo che lì sotto ogni tanto qualcuno si muoveva, ma tra la feccia umana la sparizione di due verginelle, un pastorello, due battone e magari un barbone era comprensibile e ignorato e noi, come loro, ci facemmo sfiorar solo dal sospetto. Roma rimase fuori dalle lotte di Camarilla e Sabbat. Certo è sabbatica, lo è sempre stata... Lo sarà sempre... Le lotte, le rivolte, i Campi rom, gli zingari... Tutto fa parte del piano e tutto si muove perchè lo decidiamo noi, da una parte forniamo sì, hotel di Lusso e catene di palestre, ma dall'altra usiamo i loro organi, la loro carne e la loro copertura per una miriade di altre attività assai più creative... Per noi ovviamente.
Durante la Seconda Guerra mondiale la situazione prese una piega inaspettata grazie ai nazifascisti e alle loro retoriche violenze immotivate. Ma quando il Führer decise di volersi portare via la Sindone e alcune reliquie minori per poterle portare a Berlino, dovemmo andare a scambiarci due parole di persona e capì che non era il caso di farlo solo dopo avermi rovinato la mia cara giacca di pelle di lusso per l'epoca...
Insomma, due caricatori del suo MP90 che costrinsero me e mia sorella Lorenza a terra per qualche secondo lo convinsero della nostra immortalità, ovviamente fu aiutato nella decisione dalla dipartita di una divisione delle sue preziose SS, (tra le altre cose sei di loro lavorano ancora per noi), cari ragazzi, è stata dura togliergli certe idee dalla testa ma tutto sommato sanno il fatto loro.
Ancora una volta riuscimmo a tenere a Roma e, dunque, sottocontrollo le reliquie che nel corso degli anni avevamo accumulato e... fin qui tutto bene... O quasi.
In quegli anni, in quei tempi di violenza avemmo modo di scoprire che il mondo di tenebra, come lo chiamate voi stolti, non è quello che descrivono i nostri cronisti e ci sono ben altre cose sotto ed intorno ad esso, esistono possibilità di resurrezione, di apprendere segreti e di sfruttarli per diventare qualcos'altro, esistono cose che nulla hanno a che fare con i vostri romanzetti "baci e lapidi al chiar di luna"...
I Codici di Roma
A nostra insaputa i tempi maturavano insieme alla mente degli uomini, le guerre ci stavano cambiano e spesso nei nostri sonni nemmeno ci rendevamo conto del vago passaggio dalla freccia alla palla di piombo al proiettile come lo conosciamo. In questi tempi, che non nascondo aver notato poco a causa di lunghi periodi di sonno, la Chiesa dell'uomo aveva creato cose intorno a noi, forse per controllare noi, forse nella prospettiva di sostituirci con dei mortali, cosa notammo? Notammo innanzitutto i crociati. Sappiamo bene che secondo le cronache l'ordine De Molay fu annientato, nessun più Templare, nessun più crociato, nessun più inquisitore ma la Chiesa gestiva dentro di sé, come una madre gravida, un ordine segreto chiamato E.P.I. Esercito Papale Italico o Italiano come viene chiamato ora.
Soldati addestrati a combattere come le migliori squadre combattenti moderne, equipaggiate con i più costosi sistemi bellico/informatici in circolazione. Ma non fu solo questo a metterci in allarme.
Esisteva anche un ordine segreto, che sia il Papa che noi poveri dannati ignoravamo...era chiamato Edictum Codex, ovvero Codice degli editti, coloro che ne facevano parte si muovevano per committenze così alte da farci preoccupare, avevano contatti con gli Illuminati, gli Gnomi di Baviera, la CIA, il KGB e addirittura alcune famiglie della Yakuza, avevano libero accesso ad antiche librerie, conti in banche dagli zeri pressocchè infiniti, potevano piegare con informazioni scottanti governi e politici alle loro volontà. E noi, all'unanimità, fatta eccezione per Lorenza "Necho" (che non è mai unanime per testardaggine più che altro), decidemmo di integrarli... E far finta di nulla... Quel che scoprivano era fin troppo interessante.
|
|
| |
Come ti ho già accennato, mio ospite, Roma è un universo a parte. Qui vengono esuli, fuggiaschi e Antitribù che cercano riparo ed asilo, non importa se vili o alti ranghi a riposo, a me basta che non rompano i coglioni, e raramente lo fanno. Vediamo, ti rendo noto le cose in piccoli punti:
- Tremere Antitribù, roba rara vero, da noi ci sono, non scassarmi il cazzo per favore con la faccenda della piramide, quale di quei maghi da terza edizione di D&D avrebbe il coraggio di venire nei nostri domini a reclamarne uno? E sopratutto, diciamocelo... Fa comodo avere Tremere da contattare a cui chiedere "Ciao Marco, dimmi un po'...Come va la Sindone? Hanno trovato il 4° Rotolo? Mi rimedi zanne di demone?" E cazzate del genere. Dunque non imbastirmi storie che li hanno uccisi tutti. Lo hanno fatto sì ma più di quarant'anni fa e nel frattempo ne son sbocciati molti altri...
- Camarilla? Ti ripeto il concetto, con calma stavolta, non c'è. Non c'è perchè non hanno le palle di venire qui e cercare di insediarsi. Vedi? Ci siamo capiti. E se ci provassero dici? Li lascerei fare e appena diventano abbastanza divertenti li faccio massacrare tutti... La Camarilla è bella quando dura poco.
- Lupini no. Non ci sono, se non nelle campagne a Tiburtina, a Frascati, nei boschi di Zagarolo e zone limitrofe e... se ci fossero, ho speso un capitale in Uranio e fosforo. Nessuno di loro reagisce bene al Napalm credimi, chi credi che abbia causato accidentalmente gli incendi intorno a Tivoli negli ultimi dieci anni? Io ovvio e... Sì certo, mia sorella Lorenza "Necho".
- Mano Nera? Perché esiste? Smettila di essere così spiritoso per favore...
- Fatati ... uhm... Sinceramente non saprei proprio cosa dirti. Alcuni li ho visti... Alcune Sidhe vendono ogni buco del proprio corpo a prezzi mostruosi, nemmeno fosse oro. E posso certificare dei Pooka che lavorano per le belle Arti. Non mi da fastidio che ci girino intorno, basta che pensino ai fatti loro...
- Setiti ... uhm... Serpenti della luce vorrai dire vero? Bene...
Infine ti posso dire che ci sono molti, ma molti indipendenti, per scelta spesso più che altro. Non è un male sai? Fanno comodo, parecchio. Tu li ripaghi di ciò che fanno e loro lo fanno meglio.
E ora che sai la situazione vai pure e... aspetta un momento... Quale è il tuo Clan? Giusto per sapere, sai quel completo di Gucci inizia a insospettirmi e quel diamantino sulla narice e sul lobo dell'orecchio non me la raccontano giusta. Sei qui per Astarte vero?
- Il Clan degli zingari di Roma trova le sue origini in Dimitri, e la sua progenie Alexis Sorokin, il sesto membro della lista rossa stilata dalla Camarilla altrimenti conosciuta come Dyana.
Hai capito cosa significa? ah no?... Bè che sono dei cazzoni, farabutti voltafaccia, maschere, stronzi che non sanno nemmeno lontanamente cosa sia il senso di colpa ma che hanno ben presente l'istinto di sopravvivenza.
Non si fanno propriamente i fatti loro, proprio nelle origini del Clan sta la loro propensione per il Sabbat, quindi bello mio se possiedi una qualsiasi cosa che a loro possa interessare e ne incontri uno, abbassa lo sguardo e dai loro quello che vogliono, altrimenti ti ritrovi in una delle tante catacombe appeso a testa in giù e un ravnos a terra attendendo che il sangue ti faccia scoppiare le cervella e gli coli nella bocca spalancata.
|
|